Connettere alla rete le aree più remote del mondo: le nuove proposte per Access Point “aerei”. - NEWS - GBC Technology Service

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Connettere alla rete le aree più remote del mondo: le nuove proposte per Access Point “aerei”.

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L’accesso a Internet
L’accesso a internet è un aspetto sempre più importante nella vita delle persone del 21esimo secolo, tuttavia esistono grandi problematiche mondiali a livello d’infrastrutture di rete, soprattutto nei paesi emergenti che stanno vivendo una crescita molto rapida senza tuttavia avere a disposizione le tecnologie, le risorse e il know-how per dotare i propri cittadini di questo servizio.

Diversamente nel mondo occidentale, dato il processo di sviluppo pluridecennale, le infrastrutture sono da molti anni efficienti e capillari, e il focus si è ora spostato sulla velocità di trasmissione dati, per un migliore accesso ai contenuti e una migliore user-experience, come dimostrano i piani europei (ed italiani) sulla banda larga.

Tuttavia, l’aspetto della mobilità e della connessione senza fili acquisisce ogni giorno importanza maggiore; sia perché le aziende hanno sempre più bisogno di lavorare in movimento, sia perché c’è la necessità, per la persona comune, di essere sempre collegata agli applicativi mobile, come i social (seguendo quindi il paradigma tecnologico dell’ubiquitous computing).

L’Interesse dei colossi internet
Questo grande bisogno di connettività, che è stimato in 2/3 della popolazione mondiale (…di potenziali clienti) non poteva non attirare l’attenzione dei grandi colossi internet come Facebook e Google. Di big G in particolare se ne sta parlando molto ultimamente, per il suo tentativo di entrare in un mercato maturo e competitivo come quello delle telecomunicazioni tramite accordi specifici con altre compagnie (H3G), andando per esempio a sfruttare un mercato, quello del roaming a costo zero, ancora parzialmente inespresso.

La principale strategia commerciale, come detto, è mirata ad assicurarsi il bacino di utenti composto dalle persone che vivono in zone remote e/o prive d’infrastrutture di rete, le stesse che le aziende normali faticano a servire. Si è cercata quindi una soluzione capace di fornire a costi sostenibili questo servizio e la scelta è ricaduta sui veicoli senza pilota, i cosiddetti droni.
Quando Amazon ha annunciato il suo piano per i droni da consegna l’anno scorso, c’è stato grande scetticismo, ma se gli ultimi dodici mesi sono stati d’indicazione, anche Jeff Besoz e i pesi massimi della tecnologia sono veramente convinti del potenziale dei veicoli senza pilota.

Facebook Connettivity Center & Internet.org
Anche Facebook non è rimasta con le mani in mano, e nel settembre 2014, il fondatore Mark Zuckenberg ha svelato i suoi piani a riguardo, presentando il nuovo Centro di Connettività di Facebook , in partnership con l’altro suo progetto internet.org, iniziato l’anno scorso.

L’obiettivo finale è lo sviluppo di nuove tecnologie atte a fornire a tutti gli abitanti del mondo la connessione internet, ad oggi privilegio di pochi.

A marzo 2015, lo stesso fondatore di Facebook ha annunciato l’acquisizione (per $20M) della start-up inglese Ascenta, i cui cinque membri sono andati a formare il nuovo team di connettività di Facebook, e che al momento è al lavoro su due principali progetti: satelliti geo-sincronizzati e droni ad energia solare.

I droni a energia solare
I veicoli senza pilota, in particolare, sembrano essere a uno stadio più avanzato di sviluppo. Questi aerei, tramite l’ausilio dell’energia solare e con un’estensione alare simile a quella di un boing, avranno la capacità di volare per molti mesi ad altissima quota. All’altitudine di 20.000 metri, i droni saranno capaci di ricevere il segnale dei satelliti e ritrasmetterlo verso terra, andando quindi a fornire copertura alle aree remote diversamente raggiungibili. Si stima che questi droni diverranno realtà in un periodo dai 3 ai 5 anni.



I palloni aerostatici di Google
Anche Google con il progetto Loon punta a creare una flotta di palloni “internet” per portare la connettività in zone remote. I particolari sono stati annunciati dal capo del laboratorio di ricerca Google, Astro Teller, durante una conferenza del MIT:

“Il progetto Loon impiegherà un network di palloni 15×12 m, rilocati intorno ai 20 km di altezza -sopra la superficie del globo- e dotati di panelli solari e di un kit di strumenti di comunicazione situato in uno scompartimento sottostante”.

Google ha inoltre già effettuato dei test pilota in California, Nuova Zelanda e Brasile e che di conseguenza, continua Teller

"… entro l’anno prossimo (2015) dovremmo avere una rete di palloni semicircolare situata nell’emisfero sud”

Google ha inoltre recentemente acquisito (Aprile 2015) la società Titan Aereospace, a lungo nelle mire di Facebook, dimostrando quindi che intende concorrere anche attraverso la soluzione dei veicoli senza pilota.



Conclusioni
La competizione si sta scaldando e nei prossimi anni siamo sicuri che porterà importanti cambiamenti nel mondo delle telecomunicazioni e per l’utente finale. Il valore di miliardi di nuovi utenti sulla rete è ancora da calcolare ma il piatto sembra abbastanza ricco per tutti…




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