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Robot raccoglitori per i centri di distribuzione Amazon: i lavoratori del 21esimo Secolo?

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Tags: Robotica


15.000 robot Kiva System all’interno di 10 nuovi centri di distribuzione per gestire la fase di “picking” (identificazione, raccolta e consegna presso i punti di raccolta interni) dei pacchi in evasione. Questa è la nuova mossa di Amazon per incrementare l’efficienza dei suoi centri di smistamento.

Per anni i pacchi spediti dai fornitori sono stati scaricati dai camion, spacchettati, allocati sugli scaffali e infine prelevati per la spedizione: questo ha sempre comportato un’enorme richiesta di forza lavoro (oltre 1000 persone per ogni centro di distribuzione) per gestire in velocità ed efficienza questi processi e, a causa ad alcune inchieste, messo in luce le condizioni di lavoro stressanti a cui i suoi lavoratori sono stati sottoposti per mantenere questo livello di competitività.

L’automatizzazione del Picking
Implementando nuove tecnologie dell’automazione all’interno del magazzino si sono migliorati diversi processi produttivi, in particolare quelli riguardanti la raccolta interna degli ordini (picking).
Come è strutturato il picking robo-assistito?

  1. L’addetto umano ordina al server centrale di recuperare il pacco direttamente dal suo terminale.
  2. Il server centrale calcola il percorso più breve per il robot e lo fa “navigare” all’interno del magazzino grazie a speciali segni sul pavimento dotati di barcode.
  3. Il robot identifica lo scaffale mobile tramite un lettore laser, lo solleva e lo porta alla stazione di raccolta.
  4. Il vano dello scaffale che contiene il collo è evidenziato in modo da velocizzare il processo di raccolta dell’operatore umano.

Il tutto è gestito da un sistema centralizzato che coordina i robot in modo da migliorare l’efficienza degli spostamenti, creando ad esempio un percorso che passi attraverso più punti di raccolta prima di riposizionare lo scaffale nella sua posizione originaria.

I lavoratori robotici
Le unità robotiche Kiva System, responsabili del picking, pesano 135 kg, percorrono sino a 30 km al giorno, sono capaci di sollevare scaffali fino a 300 kg e sono inoltre dotate di sensori periferici che percepiscono gli altri robot, evitando così il verificarsi di incidenti e collisioni.

Per gestire colli più pesanti sono stati invece implementati bracci robotici di ultima generazione (Robo-Stow) capaci di sollevare fino a 7 metri pallet pesanti 1,300 kg.

I vantaggi per Amazon
Con l’introduzione di queste innovazioni si stima che la società possa risparmiare dai 400 ai 900 mln di dollari per i costi della logistica a fronte di un investimento iniziale (per l’implementazione) di soli 46 mln.
I benefit sono da rintracciare in:

  • un incremento della superficie effettiva di stoccaggio delle merci; sostituendo i lavoratori umani e utilizzando le scaffalature mobili si può, infatti, ottimizzare la gestione degli spazi.
  • la riduzione del tempo di medio del processo di “packaging” del prodotto (Amazon stima di aver diminuito il tempo medio da 90 a 15 minuti per ordine).
  • il conseguente aumento del numero di ordini per ora che ogni lavoratore riesce a gestire (anche qui Amazon ha stimato un aumento da 100 a 300 unità l’ora).

All’interno di un “Fullfillment Center” di Amazon
Questo filmato mostra i i vari processi logistici all’interno di un centro di distribuzione di 8°a generazione:


Amazon impiega in tutto il mondo oltre 132,000 lavoratori fissi e part-time a cui si aggiungono fino a 80,000 stagionali per i periodi più impegnativi, come il Natale. La retribuzione è di poco sopra il salario minimo ma comunque in aumento e in linea con gli standard di settore.

C’è da chiedersi come cambierà la situazione nei prossimi anni visti i grandi risultati ottenuti finora con le innovazioni introdotte nell’ambiente di lavoro.




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