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Impianti fotovoltaici con accumulatori, conviene?

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Tags: EnergieRinnovabiliImpiantiFotovoltaici


Le principali novità e trend mondiali del 2014/2015 sul solare mostrano come i prezzi medi dei pannelli fotovoltaici sono in costante calo da alcuni anni, e come stia aumentando velocemente l’efficienza (e quindi la convenienza) delle soluzioni alternative come il solare termodinamico e il solare concentrato, soprattutto per quanto riguarda le possibili applicazioni domestiche. In Italia nonostante la fine degli incentivi nel 2013 nuove misure a stimolo del settore sono state varate nell’ultimo periodo, tra le quali la più importante è sicuramente la delibera sull’utilizzo degli accumulatori negli impianti fotovoltaici domestici.

A seguito della fine degli incentivi statali a metà del 2013, si è assistito in Italia ad una comprensibile contrazione degli investimenti nel fotovoltaico durante il 2104. Com’è noto, questi incentivi sono stati introdotti dal governo a partire dal 2005, per aumentare la quota di produzione delle energie basate sul solare, seguendo le direttive comunitarie per le fonti rinnovabili. Nello specifico questi incentivi –che ricadono sotto la denominazione di “Conti Energia”- fornivano vantaggi fiscali variabili secondo la dimensione e la tipologia dell’impianto e fino a un tetto massimo di MWp di potenza complessiva generata da tutti gli impianti, o a un tetto massimo di somma incentivabile.
Questi incentivi hanno sempre puntato a mantenere il ”produttore privato” legato alla rete che, con la quale, mantiene un rapporto di compra-vendita sull’energia.

Ad esempio gli ultimi incentivi sono stati:

  • “Quinto Conto” che ha finanziato la nuova costruzione, il rifacimento totale o il potenziamento degli impianti fotovoltaici e affini, sempre in un’ottica on-grid. Questo ha cessato di applicarsi il 6 luglio 2013, raggiunto il costo indicativo cumulato annuo di 6,7 miliardi di euro.
  • “Quarto Conto” che prevedeva un contributo finanziario per kWh di energia prodotta per un certo periodo (fino a 20 anni), mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica, applicabile ai piccoli impianti (anche innovativi), grandi impianti e impianti realizzati sugli edifici pubblici e su aree delle Amministrazioni Pubbliche. Anche questo ha cessato l’applicazione verso la fine del 2013.



All’inizio del 2015 invece, una delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, ha finalmente regolamentato l’utilizzo di accumulatori per gli impianti rinnovabili domestici, introducendo così una nuova possibilità di risparmio per i consumatori, parzialmente slegata al concetto di rete, ma basata sull’autonomia nei consumi e nella produzione di energia.
Questi accumulatori, o batterie, permettono di immagazzinare temporaneamente energia durante le ore del giorno, per essere poi utilizzate la sera –quando l’impianto non produce- in concomitanza con le maggiori fasce orarie d’utilizzo.



  • Aumentare l’energia auto-consumata, passando dal 30% (in media) di un impianto on-grid, al 70/80% di un off-grid (scollegato dalla rete).
  • Tagliare istantaneamente i costi della bolletta.
  • Mettersi al riparo dalle fluttuazioni del costo dell’energia.
  • Esseri per la maggior parte indipendenti, e quindi al sicuro dai guasti dovuti alla rete.

Il costo per installare un impianto fotovoltaico dotato di accumulatori è ovviamente più alto (+15/20%) rispetto a uno tradizionale, ma gli esperti di settore concordano nel ritenere che i risparmi complessivi -derivanti dall’implementazione- permetteranno di recuperare i costi in tempi simili, e che in futuro, gli attesi aumenti dell’efficienza delle batterie (si parla di un 25-40%) permetteranno un ulteriore aumento dell’autoconsumo con conseguenti risparmi.

Per quanto riguarda gli oneri statali, riportiamo invece quanto scritto in un articolo pubblicato su pmi.it che riassume le delibere 609 e la n.612 del nuovo decreto competitività 2015:

“per l’autoconsumo si prevedono costi pari a 30-40 euro l’anno, mentre per gli impianti di media tensione è prevista una maggiorazione in base alla potenza nominale dell’impianto e alla fonte (Fotovoltaico, Eolico, Idrico)… Stessi criteri per gli impianti in alta e altissima tensione…”

In ultimo, dopo (o durante) l’installazione delle batterie bisognerà inoltre procedere a:

  • Sostituire i vecchi contatori -se si possiede già un impianto- con altri più idonei.
  • Comunicare all’autorità l’installazione attraverso posta certificata a info@pec.gse.it, entro (e non oltre) 30gg dall’attivazione.

Ricordiamo questa delibera ha una la stessa valenza anche per chi già usufruisce delle vecchie agevolazioni del Gestore dei Servizi Energetici, e che potrà quindi fare l”upgrade” senza problemi.




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